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domenica 12 luglio 2009

EMERGENZA DIOSSINE A STRONCONE

L'emergenza ambientale locale, che, in questo momento, maggiormente ci preoccupa e ci impegna è il probabile grave inquinamento da diossine ed IPA(idrocarburi poliaromatici) a Strocone.
Probabile, perché solo mercoledì si sapranno (forse) i risultati definitivi delle analisi effettuate dall'ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale).
Tutte le informazioni in nostro possesso lasciano comunque ragionevolmente immaginare un grave inquinamento da diossine.
Come sapete nella zona industriale di Vascigliano di Stroncone è scoppiato un incendio, durato molti giorni, in un capannone di un rottamatore di auto e quindi pieno zeppo di plastica ed altri rifiuti potenzialmente molto pericolosi.
Naturalmente la grande nuvola di fumo originata dall'incendio (e che ha avvolto oltre al territorio di Stroncone anche le località più vicine di Terni e Narni) era carica degli inquinanti che si sprigionano in questi casi e, soprattutto, benzene e polveri sottili in quantità ben oltre la soglia di allerta.
Una forma di inquinamento dell'aria grave che però era destinato, e così è stato, a rientrare, nel giro di qualche giorno, nei limiti di legge.
Quel che resta, ed è destinato a durare a lungo, è un inquinamento diverso e che riguarda principalmente il terreno: l'inquinamento da diossine.
Quello da diossine, ove confermato, è un inquinamento destinato a durare nel tempo.
A rimanere potenzialmente pericoloso molto a lungo, perché difficile e costoso da bonificare e le diossine possono entrare, senza le dovute precauzioni, nel nostro ciclo alimentare con gravi rischi per la salute.
Quel che Legambiente sta facendo, in questo come negli altri casi, è battersi, prioritariamente, perché venga rispettato il diritto dei cittadini ad essere informati: senza minimizzare, senza nascondere nulla, con parole chiare e semplici, comprensibili da tutti i cittadini.
Questo è il ruolo che maggiormente compete ad un'associazione come la nostra considerando anche che, in questa occasione, la magistratura ha subito messo in moto le indagini, ARPA e Provincia stanno facendo le analisi, mentre la popolazione, già comprensibilmente molto preoccupata, è stata sostanzialmente lasciata senza notizie; eccezion fatta, naturalmente per gli operatori dei media che stanno facendo bene il loro mestiere, e per il direttore di ARPA della provincia di Terni che ha partecipato alle assemblee dei cittadini rispondendo – fino a prova contraria ed indipendentemente dal giudizio che ciascuno può avere a proposito di questa Agenzia – senza reticenze alle domande.
Grande assente, e ci dispiace rilevarlo visto che è stato appena eletto, il Sindaco a cui ricordiamo che è il primo garante e responsabile della salute dei propri cittadini: e la doverosa, seppur tardiva, ordinanza (analoghe ordinanze per Terni e Stroncone) che vieta il consumo degli ortaggi, dei cereali, delle carni e degli altri alimenti d'origine animale, senza ulteriori spiegazioni, senza incontri con i cittadini ha inevitabilmente aumentato l'allarme.
Nelle righe precedenti ho ripetuto spesso la parola potenzialmente perché con le giuste informazioni si sarebbero potuti minimizzare i rischi che la popolazione ha corso e, cosa ancora più importante, si possono minimizzare e forse evitare i rischi futuri.
Questo è stato subito ben compreso dai cittadini che (come in passato in occasione di situazioni analoghe ma meno gravi) si sono subito attivati: si sono costituiti in comitato, raccolgono firme, fanno assemblee molto partecipate, dialogano coi media, insistono, anche con manifestazioni civili e pacifiche, per parlare con le autorità competenti ed esigono di essere informati, in modo continuo, su quello che è successo e su quello che può ancora succedere.
Il nostro Circolo di Stroncone è molto attivo e la sua Presidente è ascoltata e rispettata dai cittadini, anche grazie alle passate vertenze ambientali, a cui Legambiente ha partecipato con ed a fianco dei cittadini; vertenze condotte a buon fine e grazie alle quali s'è riusciti (per citare solo le ultime) a fermare le attività di una fabbrica altamente inquinante fino alla messa a norma dei suoi camini e, soprattutto, ad impedire la costruzione di una centrale a biomasse da 12 MW; vertenza, quest'ultima a causa della quale i nostri soci, e gli altri membri più attivi del comitato, sono stati denunciati dal Sindaco ed ora affronteranno il processo.
I nostri soci di Stroncone sono attivi nel comitato mentre tutta Legambiente (i circoli di Terni e Narni, le nostre strutture scientifiche e legali regionali e nazionali) è al fianco del comitato mettendo a disposizione, concordando le modalità, l'esperienza di un'intera associazione, diffusa su tutto il territorio nazionale, maturata in tante situazioni, sicuramente ben più gravi, da Seveso a Taranto.
Questo crediamo sia il modo coerente di mettere in pratica l'ambientalismo politico e scientifico che è il nostro “marchio di fabbrica” e di praticare un corretto rapporto coi cittadini coinvolti in prima persona.
In questa fase la cosa più importante è raccogliere le domande giuste e pretendere da chi di dovere risposte chiare e sincere:
Quali rischi hanno corso i cittadini nella prima fase dell'incendio?
C'erano tutte le condizioni, previste dalla legge per la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini che abitano nelle vicinanze?
Quali rischi hanno corso i lavoratori, i cittadini, quelli che abitano nelle immediate vicinanze e quelli comunque coinvolti, a causa dell'inquinamento atmosferico?
Sono state messe in atto tutte le azioni per l'emergenza nei tempi e nelle modalità previste dalla legge e consigliate dalla precauzione che è principio scientifico e di buon senso?
Ci sono categorie particolari di cittadini, come donne incinte, bambini, anziani, malati, ecc. che possono aver riportato conseguenze ancor più gravi?
E' prevista un'indagine medica almeno per le categorie più a rischio?
E' cessato l'allarme per l'inquinamento atmosferico?
Quali sono i dati dell'inquinamento atmosferico ed il suo livello di gravità?
Quali sono i dati dell'inquinamento del terreno da diossine?
Quali sono i comportamenti per prevenire nell'immediato i rischi da diossina?
Bastano le indicazioni dell'ordinanza?
Chi farà rispettare quei divieti, considerate anche le ripetute voci di violazioni delle stesse ?
Ci sono rischi diversi da quelli di assunzione di diossine attraverso gli alimenti, ad esempio i bambini possono riprendere a giocare all'aperto?
Sono state attivate o per lo meno preparate le pratiche per attivare la bonifica?
E le procedure per ripagare dei danni subiti dai privati e dalle aziende?
Cosa si intende fare perché simili calamità non si ripetano considerata anche la vicinanza di abitazioni alla zona industriale?
Cosa intendono fare il Sindaco e le altre autorità per rispettare il diritto dei cittadini ad essere informati?
Intende il Sindaco in prima persona o con suo delegato mantenere una canale di comunicazione aperto con i cittadini, i loro comitati, le loro associazioni?
Intende il Sindaco concedere l'uso di locali idonei ad ospitare le riunioni dei cittadini durante il periodo di maggiore allarme sociale?
Queste sono le principali domande che sono emerse dal confronto tra i cittadini, dettate dalle competenze specifiche così come dal semplice buon senso e che comunque nascono da chi conosce bene, perché le vive in prima persona, i problemi (e le soluzioni) del luogo in cui vive.
Questo è anche il sale della civilissima partecipazione democratica che i cittadini di Stroncone reclamano e praticano e che sarà lo strumento più importante per ottenere il rispetto di tutti i propri diritti, personali e collettivi.

venerdì 10 luglio 2009

LEGAMBIENTE E' PER IL CLIMA CONTRO IL NUCLEARE

AI REGIONALI AI CIRCOLI


Carissimi,con l’approvazione del ddl sviluppo di ieri, il ritorno del nucleare in Italia è purtroppo legge dello Stato.

Stiamo pianificando la nostra “campagna d’autunno” - di cui presto vi comunicheremo i dettagli - ma nel frattempo, a partire dell’estate in corso, dovremo rendere ancora più efficace la nostra mobilitazione “Per il clima Contro il nucleare”, partita nell’ottobre 2008, con cui nei mesi scorsi abbiamo organizzato tante iniziative in giro per l’Italia.

In queste settimane la nostra campagna si è fatta sempre più martellante:- le nostre campagne estive (Goletta Verde, Goletta dei laghi, Operazione Po) e i nostri Festival estivi (a partire da Festambiente a Rispescia) sono l’ennesima occasione per dire tutta la verità sul nucleare e per ribadire la nostra proposta di sistema energetico moderno, pulito e sicuro che deve fare a meno dell’energia dall’atomo, organizzando blitz, facendo comunicazione mirata con comunicati e conferenze, etc; - con il numero di Nuova Ecologia di luglio e agosto, che ha dedicato la storia di copertina al nucleare, distribuiremo il braccialetto giallo con la scritta NO NUKE con cui vogliamo raccogliere fondi per le nostre iniziative (http://www.legambiente.eu/bazar/scheda.php?id=764).

A tal proposito stanno riscuotendo grande successo gli aperitivi NO NUKE di Goletta Verde e di Goletta dei Laghi con distribuzione dei materiali divulgativi, dell’ultimo numero del nostro mensile, e la vendita a sottoscrizione dei braccialetti (organizzateli anche voi perché ci permettono di incontrare tanta gente che non parteciperebbe ai nostri dibattiti!);- stiamo accompagnando nel loro tour estivo i Subsonica, il gruppo rock che ha sottoscritto il nostro appello “Per il clima contro il nucleare”, con banchetti nell’arena del concerto per distribuire il nostro materiale informativo e per fa firmare la nostra petizione. Abbiamo realizzato altro materiale - scaricabile dal nostro sito internet - per rendere più visibile la nostra mobilitazione:- il manifesto 70x100 (http://www.legambiente.eu/documenti/2008/1006_nucleare/locandina_clima.pdf)- la locandina per promuovere le iniziative in formato A3 (http://www.legambiente.eu/documenti/2008/1006_nucleare/locandinaA3.pdf)- il volantino in formato A5 (http://www.legambiente.eu/documenti/2008/1006_nucleare/A5volantino.pdf)

Insomma l’invito che vi facciamo è di moltiplicare gli sforzi per rispondere puntualmente alla campagna di disinformazione sempre più martellante da parte del governo. Il protagonismo dei nostri regionali e dei nostri circoli sarà fondamentale per rilanciare la nostra idea di sistema energetico distribuito fondato sull’efficienza e sullo sviluppo delle rinnovabili.

Contiamo su di voi!

Un caro saluto NO NUKE a tutti


Rossella Muroni, Direttrice generale di Legambiente

Stefano Ciafani, Responsabile scientifico di Legambiente

sabato 4 luglio 2009

PATENTE A PUNTI PER LA BICI

Patente a punti anche per le bici
Legambiente: “Ridicolo!”

“Ridicola”.

E' l'aggettivo usato da Legambiente per bocciare la modifica delCodice della Strada che prevede l'estensione della patente a punti anche perbiciclette, carrozze trainate da animali e carretti trascinati a mano.
"Possono esserci solo due diverse motivazioni dietro questo provvedimento -sottolinea l'associazione - se escludiamo la prima, il colpo di calore,resta in piedi un ipotetico tentativo del legislatore di rendere più sicura la vita dei ciclisti.
In questo caso, tuttavia, sarebbe stata imboccata una strada completamente sbagliata: le statistiche dimostrano che gli incidenti in cui sono coinvolte biciclette nella stragrande maggioranza dei casi sono provocati da infrazioni o imperizia degli automobilisti".

venerdì 3 luglio 2009

ACCOGLIENZA

Ricevo da Anna Maria Civico e volentieri pubblico:
“...Le origini di una condotta umanitaria spontanea radicata nella/e popolazione/i ha, nonostante i nostri tempi, manifestazioni e modalità proprie e originali con cui pensa, sente e si organizza...”
Rileggo in questo periodo "La banalità del Male" di Hannah Arendt (fiolosofa e storica) che consiglio di (ri)leggere.
Alla pag. 185 dell'ediz. Feltrinelli 2009 rispetto al trattamento da parte italiana riservata alla "questione ebraica":
"Quello che in Danimarca fu il risultato di una profonda sensibilità politica, di un'innata comprensione dei doveri e delle responsabilità di una nazione che vuole essere veramente indipendente – “per i danesi…la questione ebraica fu una questione politica, non umanitaria (Leni Yahil) – in Italia fu il prodotto della generale, spontanea umanità di un popolo di antica civiltà. L’umanità italiana resistè inoltre alla prova del terrore che si abbatté sulla nazione nell’ultimo anno e mezzo di guerra.”
Ecco, ad oggi, un esempio contemporaneo, tra i tanti (qui sotto), in cui, a mio avviso, si manifesta l’operatività tra esseri umani nel racconto dell'esperienza e della pratica politica di una comunità calabrese, che ha saputo superare diffidenze e pregiudizi.
Anna Maria Civico
Libreria delle donne di Milano
RIACE "CITTA' DELL'ACCOGLIENZA"
di Franca Fortunato
Prendo la parola su questo sito, sollecitata da Luisa Muraro al convegno dal titolo "Passione per il mondo - Donne e uomini in relazione di differenza" organizzato, il 13 e 14 giugno scorso a Torreglia, dall'associazione "Identità e Differenza", per raccontare l'esperienza e la pratica politica di una comunità calabrese, che ha saputo superare diffidenze e pregiudizi, e trovare buone risposte di accoglienza e di civile convivenza con quante e quanti arrivano, da paesi lontani, sulle coste calabresi, in cerca di una vita migliore. Mi riferisco a Riace, piccolo comune della locride sulla costa jonica della provincia di Reggio Calabria, divenuta famosa, in tutto il mondo, per il ritrovamento nel 1972, nelle acque del suo mare, dei Bronzi, detti appunto di Riace. Oggi questa comunità può vantare molto di più dei Bronzi. È stata capace, infatti, di trasformare il suo centro storico, un borgo medievale, in un "borgo dell'accoglienza" e di civile convivenza con i rifugiati e richiedenti asilo. Il tutto ha inizio nel 1998 quando un centinaio di curdi sfuggiti all'esercito di Ankara e iracheni scappati dai gas di Saddam, arrivarono sulle coste calabresi e molte e molti si prodigarono per accoglierli nel proprio paese. Fu allora che qualcuno - sull'esempio del comune di Badolato, paesino del catanzarese - pensò di recuperare alcune case disabitate del centro storico e metterle a loro disposizione.
Si trattava, per lo più, di case di emigrati, che negli anni '60 avevano lasciato la loro terra per andare in un altro continente, in Australia, in Canada e in Argentina. Fu Giuseppe Pugliese di Rosarno, un paese della locride, a prendere l'iniziativa di telefonare ai proprietari, i quali - come lui stesso ha più volte raccontato ai giornali locali - "non se la sentirono di negare un tetto a chi cercava la fortuna altrove, come avevano fatto loro decenni prima". Dopo la prima ondata di immigrati curdi, che vennero momentaneamente accolti nella Casa del Pellegrino, di proprietà della Curia, e, una volta identificati in un Cpa, se ne andarono per l'Italia in cerca di lavoro, ne arrivarono altri, provenienti da Lampedusa. È a partire dal 2000 che il progetto di recupero delle case disabitate da destinare agli immigrati viene realizzato, grazie alle donne e agli uomini dell'associazione "Città Futura". Uno di loro, Domenico Lucano, nel 2004, divenuto sindaco di Riace, riesce a coinvolgere nel suo progetto altri due sindaci di piccoli comuni limitrofi, Caulonia e Stignano. Nel novembre del 2008, i tre sindaci indicono un referendum consultivo tra la popolazione per destinare quelle case agli immigrati e la popolazione approva. La settimana prima erano arrivati a Riace altri 25 immigrati, provenienti da Lampedusa, via Crotone. Erano eritrei, etiopici e afgani. Soprattutto coppie ma anche tanti bambine/i, seguite/i il giorno dopo da donne somale.
I posti disponibili nei tre comuni erano 200 di cui 100 a Riace. Ristrutturate le case, ostelli per immigrati e viandanti, tutto il borgo è tornato a nuova vita con la riattivazione di laboratori di vecchi mestieri artigianali, che come la tessitura, arte tipicamente femminile, rischiavano di perdersi. Qui, oggi, troviamo donne riacesi lavorare la ginestra al telaio, insieme a donne afgane, eritree, etiopiche, in un intreccio di relazioni di scambio di saperi, amicizia e affetti. Donne e uomini in relazione lavorano nei laboratori del vetro, della ceramica, delle conserve di marmellate e in un frantoio recuperato all'abbandono. Una donna, Pina Sgrò, depositaria degli antichi segreti femminili dell'arte tessile, trasmette, nel suo laboratorio, il suo sapere a bambine/i del luogo. Un'altra, una maestra, Cosimina Ierinò, tiene aperta una scuola estiva per bambine/i immigrate/i, mentre alla taverna "Donna Rosa", dal nome di una venditrice ambulante di stracci, che al mercato insieme con le sue povere mercanzie portava tanta solidarietà, i piatti tradizionali calabresi si intrecciano con i sapori e i profumi del vicino Oriente. In questo paesino, dalle origini aragonesi, anche l'asino ha ritrovato un suo posto dignitoso grazie alla cooperativa "Il carrettiere", che si occupa di raccolta differenziata dei rifiuti porta a porta.
Il sindaco, Domenico Lucano, riconfermato in quest'ultima tornata elettorale, da parte sua ha investito tutta la sua azione amministrativa nel sostenere e aiutare la popolazione nel rendere possibile questo circolo virtuoso tra accoglienza, lavoro, integrazione. Significativo è il fatto che contemporaneamente, nello statuto comunale, Riace, unico paese della locride, si è costituita parte civile in tutti i processi per mafia, unico vero nemico della Calabria. Riace e il suo borgo, grazie alla popolazione e all'amministrazione, è divenuto, col tempo, un villaggio pieno di vita, di culture, lingue e tradizioni diverse, un esempio di buona politica, di civile convivenza, che affonda le sue radici nella storia di una terra di emigrazione e nella tradizione di una Calabria ospitale e accogliente.


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